Nonostante io veda e sperimenti tutti i giorni le difficoltà dell'essere italiani in Italia (burocrazia, corruzione, raccomandazioni...), continuo a sentirmi fiera di essere italiana.
Perchè?
Perchè essere italiana significa avere sulle spalle tutta l'onorata e nobile storia fatta di italiani che hanno dato tutto, perfino la vita, per questo valore di nome "Italia". Per tutti quegli uomini e donne, giovani e vecchi, che si sono sacrificati, io mi sento orgogliosa di essere italiana.
Fanno presto i destruction-man (come li chiamo io) tipo Bossi ad alzare il dito e denigrare l'Inno di Mameli. Si fa subito a mandare a quel paese cose fatte dagli altri (il V-Day??? ma a che cavolo serve???).
L'altro giorno guardavo un telefilm tedesco penosissimo su sky e la tizia, compagna di un turco che si rifiutava di arrestare una con cui la tizia aveva litigato, fa: "era meglio se mi trovavo un italiano, almeno lì c'è la mafia".
Cooosaaaa??? A parte che dire queste cose in TV è da stupidi (vedi spot ante-europei di una catena teteska), è triste sbattere il naso ancona una volta contro la povera opinione che hanno di noi all'estero.
Se poi noi non proviamo nemmeno a difenderci, anzi ci scanniamo intra-nos... è tutto riguadagnato!
Vabbè, dai, io ci provo, dal mio piccolo, a migliorarla questa Italia.
E gli altri, faranno come gli pare...
martedì 22 luglio 2008
giovedì 28 febbraio 2008
Bella Italia ...o no?
Questo articolo mi ha fatto riflettere (e arrabbiare - ancora una volta). Ed è anche arrivato in un momento sbagliato, in un classico giorno “no”, dove anche il grigio chiaro chiaro diventa “nero seppia”.
http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/scuola_e_universita/servizi/alma-laurea-laurea/indagine-2008/indagine-2008.html
In generale, condivido appieno quello che scrive il giornalista Federico Pace. Ma voglio sottolineare dei passaggi, iniziando dalla prima frase.
E ti pareva… bene, dai, ma almeno si spera nel meglio, no? No.
Siamo nel 2008, viviamo in una zona della Terra che possiamo definire "civilizzata", dove le persone godono dei diritti fondamentali…. dell’uomo!! Appunto.
Ci rendiamo conto che (in media) una neolaureata prende 3.400€ in meno, ogni anno, rispetto al collega con i peli sul petto? Ma soprattutto… ci sarà un valido motivo per questa differenza? No. Quindi, sommiamo anche la discriminazione sessuale.
Ma sì dai, contiamo anche la discriminazione sociale! Cos’è i figli degli operai sono più stupidi? O forse (ma il “forse” è di troppo) non hanno abbastanza raccomandazioni?
Lo so, è molto triste. E, ad essere sincera, mi mette un po’ in crisi e mi chiedo: ma siamo davvero sicuri che in Italia si vive meglio?
C’è la pasta, la pizza, il mare, la mamma e il babbo, le montagne, il tartufo, gli amici, il vino buono, la mozzarella…
Ma siamo davvero sicuri che ancora oggi questo basta a far pendere l’ago della bilancia verso l’Italia?
E mica lo so.
http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/scuola_e_universita/servizi/alma-laurea-laurea/indagine-2008/indagine-2008.html
In generale, condivido appieno quello che scrive il giornalista Federico Pace. Ma voglio sottolineare dei passaggi, iniziando dalla prima frase.
Figli di dirigenti che diventano dirigenti e figli d'impiegati che diventano impiegati.
E ti pareva… bene, dai, ma almeno si spera nel meglio, no? No.
Quest'anno un neolaureato si è ritrovato nella propria busta paga una cifra che, in termini di potere di acquisto, vale il 92,9 per cento di quello che guadagnava un neolaureato del 2001.Ok. C’è un impoverimento rispetto al passato. Ma in fondo, dai, stiamo tutti soffrendo per la perdita del potere d’acquisto. O no?
Rimangono però evidenti le disparità tra uomini e donne. Lavora il 57 per cento dei primi contro il 50 per cento delle seconde.
La laurea ora non sembra essere più così premiante.
Ad essere penalizzate sono sempre le donne che quest'anno portano a casa solo 925 euro rispetto ai 1.186 dei loro coetanei uomini.
Siamo nel 2008, viviamo in una zona della Terra che possiamo definire "civilizzata", dove le persone godono dei diritti fondamentali…. dell’uomo!! Appunto.
Ci rendiamo conto che (in media) una neolaureata prende 3.400€ in meno, ogni anno, rispetto al collega con i peli sul petto? Ma soprattutto… ci sarà un valido motivo per questa differenza? No. Quindi, sommiamo anche la discriminazione sessuale.
A questo si aggiunga la scarsa mobilità sociale… a cinque anni dal conseguimento del titolo un giovane laureato figlio di operai guadagna 1.238 euro al mese, mentre un ragazzo con lo stesso titolo di laurea ma che proviene da una classe più agiata riesce a portare a casa 1.437 euro: ovvero 200 euro in più ogni trenta giorni. E queste differenze si notano in tutte le facoltà.
Insomma di padre in figlio. […] Si scopre che buona parte dei padri architetti (il 44 per cento) ha un figlio laureato in architettura, quattro giuristi su dieci hanno un figlio laureato in giurisprudenza e lo stesso accade agli ingegneri, ai farmacisti e ai medici. Con evidenti ricadute sui percorsi occupazionali. Tanto che il 16 per cento dei figli di dirigenti arriva, dopo solo cinque anni dal titolo di laurea, a ricoprire la carica di funzionario o dirigente mentre a più del quaranta per cento dei figli di impiegati succede di ripercorrere il sentiero professionale del padre.
Ma sì dai, contiamo anche la discriminazione sociale! Cos’è i figli degli operai sono più stupidi? O forse (ma il “forse” è di troppo) non hanno abbastanza raccomandazioni?
Tutto il fragore degli anni degli studi universitari, tutti quei giorni in cui si avvicendano entusiasmi e fatiche, una volta arrivato il tempo dell'occupazione pare dissolversi per venire sostituito dalla constatazione che la società italiana si è avvitata su se stessa relegando la mobilità sociale allo status di chimera.
Lo so, è molto triste. E, ad essere sincera, mi mette un po’ in crisi e mi chiedo: ma siamo davvero sicuri che in Italia si vive meglio?
C’è la pasta, la pizza, il mare, la mamma e il babbo, le montagne, il tartufo, gli amici, il vino buono, la mozzarella…
Ma siamo davvero sicuri che ancora oggi questo basta a far pendere l’ago della bilancia verso l’Italia?
E mica lo so.
mercoledì 28 novembre 2007
Quando la realtà supera la fantasia...
Sembra la trama di uno di quei film demenziali sugli aerei...
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/peluche-politico/peluche-coccodrillo/peluche-coccodrillo.html
Povero coccodrillo...
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/peluche-politico/peluche-coccodrillo/peluche-coccodrillo.html
Povero coccodrillo...
giovedì 15 novembre 2007
Tappetino per Albero di Natale
Dall'idea di creare dei tappeti natalizi in panno da mettere alla base dell'Albero di Natale per accogliere i regali e fare atmosfera...
lunedì 15 ottobre 2007
Maggiore età... automobilistica.
Oggi, scendendo verso Jesi, di ritorno dalla pausa pranzo, sulle note dei Red Hot Chili Peppers, la mia Fiesta ha compiuto 100.000 km.
Volevo festeggiare. Per un secondo, sono stata tentata di accostare, fermare tutti gli automobilisti di passaggio e indire una festa da sballo.
Poi ho ripreso il controllo delle mie azioni e mi sono limitata a dare una pacca sul cruscotto, esclamando "E brava la mia Fiesta!".
La "mia Fiesta", giustamente, non ha risposto...
Volevo festeggiare. Per un secondo, sono stata tentata di accostare, fermare tutti gli automobilisti di passaggio e indire una festa da sballo.
Poi ho ripreso il controllo delle mie azioni e mi sono limitata a dare una pacca sul cruscotto, esclamando "E brava la mia Fiesta!".
La "mia Fiesta", giustamente, non ha risposto...
mercoledì 10 ottobre 2007
Civica Coscienza
Ogni tanto quella parte della mia coscienza dedicata al senso civico si fa sentire e io sono costretta, mio malgrado, ad assecondarla. Questa volta, decido di andare a votare per il welfare.
Il problema è: come e dove??
Cerco su internet… niente.
Provo a chiamare varie sedi di CGIL… non mi risponde nessuno.
Ore 18.45. Sono ancora in ufficio. Chiamo la sede CGIL della mia città che, tra parentesi, è a “inculandia” e per raggiungerla, con il traffico dell’ora di punta, mi ci vuole dai 30 ai 45 minuti. Ma magari hanno un’altra sede.
IO: Salve vorrei un’informazione. Dove posso votare per il welfare?
LUI: Qui.
IO: Ehm, sì, ma non avete un’altra sede? Ho visto su pagine gialle che c’è n’è una in via dell’industria, a due passi da qui.
LUI: E dov’è?
IO: …
IO: Non avete un’altra sede dove votare?
LUI: Sì, la seconda circoscrizione.
IO: Ah, bene. Dove si trova?
LUI: Vicino S. Francesco.
IO: (???)… mi scusi, ma non può essere più preciso? sa, non sono di Jesi…
LUI: Eh, oppure ci dovrebbe essere un’altra sede vicino alla ASL.
Sì, va bene, ma quale ASL? Ti ho appena detto che non sono del posto!
A quel punto lascio perdere e provo a chiedere gli orari in cui votare.
LUI: Dalle 9 alle 12.
Mi spiace ma non riesco più a trattenere l’acidità che mi provoca questo tipo e sbotto:
IO: Beh, mi sembra un’orario perfetto per i lavoratori...!
LUI: (che già era acido di suo…) Eh, guardi, mi sembra che siamo ancora qui!
IO: Anch’io sono ancora in ufficio
(cioè, cos’è? vuoi una medaglia?)
LUI: Ma non credo che avrà iniziato stamattina alle 9.00?
IO: No, infatti, ho iniziato alle 8.30. Senta, lasciamo perdere, non voglio fare polemica. Grazie per le informazioni. Arrivederci.
A quanto pare, la votazione per il welfare è fatta per i pensionati, i disoccupati e quelli talmente invasati da prendersi un’ora di permesso per andare ad esprimere un’opinione che ha solo valore consultativo.
La parte della mia coscienza dedicata al senso civico… l’ho rimandata a calci dove stava prima.
Il problema è: come e dove??
Cerco su internet… niente.
Provo a chiamare varie sedi di CGIL… non mi risponde nessuno.
Ore 18.45. Sono ancora in ufficio. Chiamo la sede CGIL della mia città che, tra parentesi, è a “inculandia” e per raggiungerla, con il traffico dell’ora di punta, mi ci vuole dai 30 ai 45 minuti. Ma magari hanno un’altra sede.
IO: Salve vorrei un’informazione. Dove posso votare per il welfare?
LUI: Qui.
IO: Ehm, sì, ma non avete un’altra sede? Ho visto su pagine gialle che c’è n’è una in via dell’industria, a due passi da qui.
LUI: E dov’è?
IO: …
IO: Non avete un’altra sede dove votare?
LUI: Sì, la seconda circoscrizione.
IO: Ah, bene. Dove si trova?
LUI: Vicino S. Francesco.
IO: (???)… mi scusi, ma non può essere più preciso? sa, non sono di Jesi…
LUI: Eh, oppure ci dovrebbe essere un’altra sede vicino alla ASL.
Sì, va bene, ma quale ASL? Ti ho appena detto che non sono del posto!
A quel punto lascio perdere e provo a chiedere gli orari in cui votare.
LUI: Dalle 9 alle 12.
Mi spiace ma non riesco più a trattenere l’acidità che mi provoca questo tipo e sbotto:
IO: Beh, mi sembra un’orario perfetto per i lavoratori...!
LUI: (che già era acido di suo…) Eh, guardi, mi sembra che siamo ancora qui!
IO: Anch’io sono ancora in ufficio
(cioè, cos’è? vuoi una medaglia?)
LUI: Ma non credo che avrà iniziato stamattina alle 9.00?
IO: No, infatti, ho iniziato alle 8.30. Senta, lasciamo perdere, non voglio fare polemica. Grazie per le informazioni. Arrivederci.
A quanto pare, la votazione per il welfare è fatta per i pensionati, i disoccupati e quelli talmente invasati da prendersi un’ora di permesso per andare ad esprimere un’opinione che ha solo valore consultativo.
La parte della mia coscienza dedicata al senso civico… l’ho rimandata a calci dove stava prima.
Crisi mistiche e proteste silenziose
Dopo lungo tempo, metto fine al mio blog-digiuno dovuto a varie motivazioni, tra cui il desiderio di scoprire se io e il mio armadio virtuale(*) siamo davvero destinati a stare insieme.
Per il momento, pare di sì…
(*)per gli inglanalfabeti… “my closet”
Per il momento, pare di sì…
(*)per gli inglanalfabeti… “my closet”
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